Personal trainer di qualità: una guida per riconoscerlo

Come si riconosce un buon personal trainer?

Un personal trainer di qualità dimostra di essere all’altezza della situazione con pochi ed essenziali gesti. Per poter mettere in pratica la sua professionalità sarà naturale chiedervi una serie di informazioni sulla vostra alimentazione tipo ma soprattutto sul vostro stile di vita. Queste due domande sono fondamentali per capire in che modo impostare il piano di allenamento personalizzato. Sicuramente la relativa fisicità risulta essenziale per studiare una serie di esercizi finalizzati a modificare il proprio corpo, ma nell’analisi della situazione  che cosa mangiate solitamente e in che modo strutturate la vostra vita sono dei dettagli che un buon personal trainer non deve ignorare, per cui se lo fa potete tranquillamente avere dei dubbi sulla sua professionalità. Una volta chiarito il quadro generale del diretto interessato il compito del personal trainer è impostare una scheda personalizzata da spiegare nel dettaglio. Il suo allenamento in media deve durare un’ora. La prima seduta di solito viene utilizzata per compilare l’anamnesi e quindi la raccolta di tutti quei dati necessari alla valutazione dello stato di salute, inserendo quindi obiettivi e aspettative. In questa fase sarà molto importante capire con che tipo di frequenza il singolo individuo intende allenarsi. Un buon personal trainer però non si limita solo alla raccolta dei dati ma fa una serie di test fondamentali come quello per la mobilità articolare, quello per la forza muscolare, fino a quello per la valutazione posterale.

 

Che credenziali deve avere un buon personal trainer?

Un buon personal trainer deve essere laureato in scienze motorie. L’ideale sarebbe anche aver conseguito un master in discipline riguardanti il fitness. In ogni caso dovrebbe comunque aver frequentato dei corsi di specializzazione. Per questa ragione vi consigliamo di diffidare assolutamente da chi non ha nessun titolo di studio. No assolutamente a persone improvvisate il cui unico curriculum è fatto di iscrizioni in palestra e consulenze private non dimostrabili. Inoltre egli deve assolutamente essere in possesso di un attestato di partecipazione ad un corso di pronto soccorso e rianimazione nel caso in cui durante un allenamento succedesse qualcosa di traumatico- A tali credenziali si deve poi aggiungere una una preparazione di base riguardo i principali tipi di patologie che un cliente può avere, in modo da impostare la sessione di allenamento in modo giusto e salutare, per questo il fatto di essere laureati è sicuramente un vantaggio rispetto ai colleghi non laureati. Come per questo personal trainer di Roma, tali doti tecniche se ne devonoa ggiungere altre di carattere personale, come quella di essere un buon comunicatore ma anche un buon motivatore. Tenendo bene a mente che è veramente inutile essere un super tecnico se poi a conti fatti non si riesce a trasmettere le sensazioni giuste per chi vuole allenarsi serenamente.

 

Quali sono i campanelli d’allarme circa la non professionalità di un personal trainer?

  1. Incapacità di rispondere a domande tecniche: se cerca di evitare di rispondere ad alcune domande significa che non ne conosce la risposta e quindi è impreparato.
  2. Propone degli allenamenti troppo duri che comportano delle conseguenze negative il giorno dopo la sessione di allenamento.
  3. Cerca di proporvi costantemente dei rimedi miracolosi per velocizzare gli effetti delle sue prestazioni.
  4. Non conosce nessun tipo di collaboratore medico per la risoluzione di problemi più o meno gravi
  5. Interrompe la seduta per rispondere al telefono o per chiamare degli amici per questioni non inerenti al lavoro
  6. Non risponde alle vostre telefonate o mail

 

Concludendo un buon personal trainer deve riuscire nell’immediato a trasmettervi una sensazione di fiducia e tranquillità. Nel primo incontro capirete subito se è idoneo a quello che state cercando. Le sensazioni iniziali sono fondamentali, ragion per cui fidatevi del vostro istinto.

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