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Prestiti auto: requisiti di ammissibilità e caratteristiche principali

La crisi economica sta facendo calare le richieste di finanziamenti e ne risente anche il settore prestiti auto. Tuttavia, il sogno di acquistare una macchina nuova resiste per molti, giovani e non. Per capire come addentrarsi nella giungla dei prestiti auto, facciamo qualche piccola precisazione che può essere d’aiuto. Iniziamo con il dire che il prestito auto è un finanziamento a tasso fisso, che viene ammortato mensilmente attraverso delle rate. Qualora si vogliano cercare dei prestiti per acquistare l’auto online, molti sono i siti dedicati. Tuttavia, ci sono dei requisiti di ammissibilità che sono comuni a tutti. Per richiedere tal tipo di prestito, infatti, si deve essere residenti in Italia, maggiorenni e avere massimo 70 anni. Naturalmente, è necessario non essere stati precedentemente protestati o non aver accumulato ritardi nel rimborso di altri prestiti: la posizione creditizia, infatti, è la prima cosa che viene guardata al momento dell’accettazione del prestito stesso. Per lo stesso motivo è sconsigliabile chiedere un prestito di importo sproporzionato rispetto a quelle che possono essere le capacità di rimborso. Questo tipo di prestito viene erogato in maniera differente rispetto agli altri prestiti finalizzati, dato che la somma viene versata direttamente al cliente, con accredito diretto sul conto corrente. Anche il rimborso delle rate avviene tramite addebito diretto sul conto corrente di chi richiede il prestito, sebbene alcuni enti creditizi accettino anche il pagamento tramite bollettino postale. Per i prestiti auto, solitamente, non vengono richieste garanzie particolari, ma se si chiede un importo molto elevato rispetto a quelle che potrebbero essere le capacità di rimborso del richiedente, si potrebbe verificare il caso che l’ente creditizio chieda di indicare un garante.

Luce e gas: 2011 da record. La fattura complessiva supererà i 63 miliardi di euro

Il 2011 farà registrare un nuovo record storico per la bolletta energetica italiana, quella cioè che il Paese paga per soddisfare il proprio fabbisogno di luce e gas. Secondo quando stimato dall’ Unione petrolifera, la fattura complessiva sarà superiore a 63 miliardi di euro (rispetto ai 53,9 miliardi del 2010), mentre la sola bolletta petrolifera crescerà da 28,5 miliardi a circa 36 miliardi di euro, registrando anche in questo caso un massimo assoluto.
Il record precedente risaliva al 2008, periodo antecedente la crisi economica, in cui la bolletta energetica complessiva aveva sfiorato i 60 miliardi (59.937 milioni) e quella petrolifera si era attestata a 32,4 miliardi di euro. A gravare è principalmente il rincaro del prezzo del greggio, visto che i consumi continuano ad essere penalizzati. Il settore petrolifero è stato l’unico a registrare una nuova contrazione nei consumi, che negli ultimi sei anni i anni lik utlimi o le stime sono diminuiti più di quanto avessero fatto in occasione del secondo shock petrolifero. Dopo il drammatico evento di Fukushima e le politiche di “ripensamento” sulla questione nucleare che hanno interessato molti Paesi occidentali (fino allo stop arrivato in Italia con il referendum), appare sempre più evidente “il ruolo insostituibile delle fonti fossili (petrolio, gas, carbone) in termini di disponibilità, versatilità, economicità e anche sicurezza. Per fronteggiare l’aumento della domanda di energia a livello internazionale le strade sembrano essere due: le rinnovabili, che si stima possano arrivare entro il 2035, nella migliore delle ipotesi, a coprire il 25% del fabbisogno, e i combustibili fossili. Per ottimizzarne l’impiego è però necessario continuare negli sforzi già in atto nella ricerca di tecnologie che li rendano sempre più ecocompatibili.


Wikileaks ed estradizione di Julian Assange

 

Inizia oggi a Londra il processo che avrà l’onere di stabilire se accogliere o respingere la richiesta di estradizione avanzata dalla Svezia a carico del fondatore di WikiLeaks, l’ormai famoso  Julian Assange. La cosa strana è che nonostante le accuse a suo carico siano pesantissime, si parla infatti di molestie sessuali, queste accuse non si sono mai tramutate in una vera e propria incriminazione.

Se avete approfondito la cosa nei dettagli vi accorgerete che la cosa puzza molto. E’ chiaro che i governi di tutti i paesi osteggiano questa pratica di divulgazione di documenti riservati che potrebbe fare scuola. I legali di Assange hanno comunque detto che se perderanno faranno ricorso.

Intanto Assange rilascia interviste e proprio in una di queste interviste (rilasciata al quotidiano Leggo), ha dichiarato che presto cisaranno nuove rivelazione sul nostro paese.

 ”Berlusconi, ed altri in posizione di potere in Italia – ha dichiarato – dovrebbero fare molta attenzione al fatto che la loro vita privata corrisponda a quella pubblica”.  Comunque non ha detto nulla nè fatto anticipazioni su questi nuovi documenti che potrebbero essere presto resi pubblici.

Ecco un’intervista ad Assange con sottotitoli in Italiano: