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Catania: il Sindacato infermieri Cni-Fsi lamenta la gravissima carenza di Infermieri nell’ U.O. di Cardiologia del P.O. Ferrarotto

Nella sanità pubblica catanese è ormai allarme rosso. In particolare si registra una gravissima carenza di Infermieri nell’U.O. di Cardiologia del P.O. Ferrarotto che, pertanto, non è più nelle condizioni di assicurare i livelli di qualità e sicurezza assistenziale garantiti, tra mille difficoltà e problemi, fino a oggi. E’questa la denuncia formulata dal Sindacato infermieri Cni-Fsi della Regione Sicilia, Coordinamento nazionale infermieri, rappresentato da Calogero Coniglio.

“Il livello qualitativo dell’assistenza – precisa Coniglio -non può essere garantito se un infermiere si trova costretto a coprire due turni al giorno invece che uno causato da un organico infermieristico insufficiente, non in grado di assicurare i turni di servizio. Questo malessere che si nasconde dentro le mura dell’ospedale cittadino, tra il personale infermieristico turnista che si sente completamente abbandonato, provoca grande preoccupazione”.

L’attività di emodinamica è molto intensa e gli Infermieri sono costretti a utilizzare i rientri in servizio coprendo i turni lasciati scoperti dalle tante assenze. I pensionamenti non vengono sostituiti e non vengono coperte le maternità e le lunghe malattie. Il personale sanitario è costretto a saltare i riposi e a rinunciare alle ferie: lavoro straordinario e prestazioni aggiuntive non sono più sufficienti a garantire il servizio, e inoltre sottopongono lo stesso personale a un impegno lavorativo che non è più sostenibile.

Si lamenta, pertanto, una situazione grave che, con il trascorrere delle settimane, si sta facendo sempre più pericolosa, con il rischio che a pagarne le conseguenze siano poi i cittadini e nel caso specifico, considerato che si tratta di un settore importante e delicato come quello della sanità, i pazienti.

Il Sindacato chiede, quindi, di passare “dalle parole ai fatti”. O si gestisce la forza lavoro per il bene del cittadino o il lento crollo è inevitabile.

A Catania il quartiere “proibito” nelle mani degli artisti


L’iniziativa “San Berillo si riveste di bellezza”per promuovere l’architettura contemporanea a Catania.

«La riqualificazione urbana di Catania non può essere più rinviata, si pensa sempre e solo che serva il piano regolatore, in realtà la città ha anche un altro problema rilevante che è quello della contemporaneità dell’architettura: dal Settecento – grazie al contributo che Giovanni Battista Vaccarini diede alla ricostruzione dell’impianto urbanistico – questa città non ha più un’architettura contemporanea, che può invece essere magistralmente espressa dagli architetti catanesi». Queste le parole con cui il presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Catania Luigi Longhitano ha introdotto la conferenza stampa di presentazione del progetto “Architettura Proibita”, organizzato dall’Associazione Reba per riqualificare il quartiere catanese di San Berillo.
Ogni architetto contribuirà con il proprio apporto ridefinendo il singolo edificio, mentre gli artisti cercheranno di descrivere attraverso le proprie opere le bellezze che il quartiere già possiede.
«“San Berillo si riveste di bellezza” è la frase che abbiamo scelto per accompagnare questa iniziativa – ha affermato il presidente di Reba e direttore artistico dell’evento Renato Basile – perché è un quartiere che ha una propria identità estetica, preclusa dall’impossibilità di accesso al suo interno. Non è possibile, infatti, a causa del degrado passeggiare tra le viuzze antiche e godere della vista di deliziosi lampioni. La nostra associazione propone quindi un concorso d’idee attraverso cui architetti, ingegneri, letterati, fotografi e ogni genere d’artista potranno esprimersi liberamente con il comune obiettivo di far rinascere culturalmente il quartiere. Non a caso la madrina della manifestazione è una cantante, anzi, “la cantante catanese” per eccellenza, Carmen Consoli, che ha sposato l’iniziativa con la sua casa discografica Narciso Records».
La parola d’ordine è quindi “progettualità”. «Creare idee per riappropriarci della nostra città e soprattutto delle bellezze già esistenti, questo è il significato di questa manifestazione che trova risposta più immediata nello spirito libero degli architetti di credere che si possa innovare partendo da un confronto aperto con la città» ha aggiunto Paola Pennisi, vice presidente aggiunto dell’Ordine.
Mercoledì 23 febbraio – durante la prima performance artistica all’interno di San Berillo, ispirata al candore del “Dio del vento”, quale interprete del sentimento che anima l’area artistica e progettuale Reba – sarà presentato ufficialmente il bando con le regole di adesione e di partecipazione.
Informazioni più dettagliate su www.rebaspace.com o scrivendo all’indirizzo mail reba.reba@live.it