A Catania il quartiere “proibito” nelle mani degli artisti


L’iniziativa “San Berillo si riveste di bellezza”per promuovere l’architettura contemporanea a Catania.

«La riqualificazione urbana di Catania non può essere più rinviata, si pensa sempre e solo che serva il piano regolatore, in realtà la città ha anche un altro problema rilevante che è quello della contemporaneità dell’architettura: dal Settecento – grazie al contributo che Giovanni Battista Vaccarini diede alla ricostruzione dell’impianto urbanistico – questa città non ha più un’architettura contemporanea, che può invece essere magistralmente espressa dagli architetti catanesi». Queste le parole con cui il presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Catania Luigi Longhitano ha introdotto la conferenza stampa di presentazione del progetto “Architettura Proibita”, organizzato dall’Associazione Reba per riqualificare il quartiere catanese di San Berillo.
Ogni architetto contribuirà con il proprio apporto ridefinendo il singolo edificio, mentre gli artisti cercheranno di descrivere attraverso le proprie opere le bellezze che il quartiere già possiede.
«“San Berillo si riveste di bellezza” è la frase che abbiamo scelto per accompagnare questa iniziativa – ha affermato il presidente di Reba e direttore artistico dell’evento Renato Basile – perché è un quartiere che ha una propria identità estetica, preclusa dall’impossibilità di accesso al suo interno. Non è possibile, infatti, a causa del degrado passeggiare tra le viuzze antiche e godere della vista di deliziosi lampioni. La nostra associazione propone quindi un concorso d’idee attraverso cui architetti, ingegneri, letterati, fotografi e ogni genere d’artista potranno esprimersi liberamente con il comune obiettivo di far rinascere culturalmente il quartiere. Non a caso la madrina della manifestazione è una cantante, anzi, “la cantante catanese” per eccellenza, Carmen Consoli, che ha sposato l’iniziativa con la sua casa discografica Narciso Records».
La parola d’ordine è quindi “progettualità”. «Creare idee per riappropriarci della nostra città e soprattutto delle bellezze già esistenti, questo è il significato di questa manifestazione che trova risposta più immediata nello spirito libero degli architetti di credere che si possa innovare partendo da un confronto aperto con la città» ha aggiunto Paola Pennisi, vice presidente aggiunto dell’Ordine.
Mercoledì 23 febbraio – durante la prima performance artistica all’interno di San Berillo, ispirata al candore del “Dio del vento”, quale interprete del sentimento che anima l’area artistica e progettuale Reba – sarà presentato ufficialmente il bando con le regole di adesione e di partecipazione.
Informazioni più dettagliate su www.rebaspace.com o scrivendo all’indirizzo mail reba.reba@live.it

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