EDIFICI, L’ITALIA SI DIVIDE SULL’ENERGIA: DAL 18,4% AL 37,8% IN CLASSE G, ECCO LA MAPPA PROVINCIA PER PROVINCIA

Il dato nazionale è noto: il 30% degli immobili è ancora in classe G. «Ma il dato territoriale racconta una realtà molto più articolata» spiega Enrico Scozzari il visionario ideatore di Resolglass.

Il nodo è l’involucro edilizio: disponibili qui i dati su tutte le province e città metropolitane.

Non esiste una sola Italia dal punto di vista energetico. Ne esistono molte, con differenze profonde nella qualità del patrimonio edilizio e nei livelli di efficienza degli immobili.

È quanto emerge dall’elaborazione Resolglass (aprile 2026) su base SIAPE/ENEA ed elaborazioni proprietarie su scala provinciale, che per la prima volta ricostruisce —secondo un modello probabilistico coerente— la distribuzione degli edifici per classi energetiche per ciascuna provincia e città metropolitana italiana (qui il dataset completo).

Il dato nazionale è noto: il 30% degli immobili è ancora in classe G. Ma la lettura territoriale mostra un Paese molto più frammentato: la quota varia infatti tra il 18,43% e il 37,84%.

Nord, Centro, Sud: tre velocità energetiche

La mappa evidenzia una chiara frattura geografica.

Nord Italia:

  • quota classe G tra il 18% e il 26%;
  • maggiore diffusione di classi A e B.

Centro Italia:

  • classe G tra il 27% e il 32%;
  • situazione intermedia e disomogenea.

Sud e Isole:

  • classe G tra circa il 31% e il 37,8%;
  • maggiore concentrazione di edifici energivori.

«Il dato nazionale non basta più. È il territorio che determina la reale intensità energetica del patrimonio edilizio» osserva Enrico Scozzari, ideatore di Resolglass e CEO del Gruppo Resolfin.

Alcuni esempi di aree efficienti: arco alpino e grandi poli produttivi

Tra i territori più avanzati emergono:

  • Bolzano e Trento, con la classe G sotto il 20% e la classe A sopra il 21%;
  • Milano e Lombardia centrale, con la classe G intorno al 24% e la classe A oltre il 17%;
  • Emilia-Romagna (Bologna, Modena), con la classe G sotto il 26% e la classe A tra il 14% e il 16%.

Si tratta di aree caratterizzate da:

  • maggiore investimento immobiliare;
  • politiche energetiche locali più strutturate;
  • mercato edilizio più dinamico.

Alcuni esempi di aree critiche: Sud e parte del Centro

All’estremo opposto emergono livelli significativamente più elevati:

  • Napoli e area metropolitana, con il 36,1% in classe G;
  • Calabria, con il 35,8% in classe G;
  • Sicilia, con il circa 31,4% in classe G.

E poi nel Centro Italia:

  • Lazio e Abruzzo, con valori sopra il 30%, superiori alla media nazionale.

Qui il patrimonio edilizio risulta:

  • più datato;
  • meno riqualificato;
  • con maggiore dispersione energetica.

Le città metropolitane: il vero campo di battaglia

Le grandi aree urbane rappresentano il punto chiave della transizione:

  • Roma, con il 29,7% in classe G e una forte disomogeneità interna;
  • Milano, con il 24,1% in classe G;
  • Napoli, con il 36,1% in classe G.

«La transizione climatica si gioca nelle città. È qui che si concentra la domanda energetica e il potenziale di riduzione delle emissioni» sottolinea Enrico Scozzari.

Non solo ambiente: il rischio è anche economico

Il tema non è solo climatico, ma patrimoniale.

Un’elevata presenza di immobili in classe G implica:

  • maggiori costi energetici;
  • minore valore di mercato;
  • rischio di svalutazione progressiva.

Al contrario, la diffusione di classi A e B rappresenta:

  • maggiore competitività immobiliare;
  • minori consumi;
  • maggiore attrattività degli asset.

Il ruolo dell’involucro: dove si gioca la partita

Secondo le analisi Resolglass, la leva principale resta l’involucro edilizio:

  • facciate ad alte prestazioni;
  • sistemi vetrati evoluti;
  • riduzione delle dispersioni.

Intervenire su questi elementi può generare:

  • fino al 14% di riduzione dei consumi nel breve periodo;
  • fino al 37% nel lungo periodo.

Un dataset nazionale per leggere il mercato

L’elaborazione Resolglass mette a disposizione un dataset completo con la distribuzione delle classi energetiche per:

  • tutte le province italiane;
  • tutte le città metropolitane;
  • tutte le regioni.

Uno strumento che consente di leggere il mercato immobiliare non solo in chiave ambientale, ma anche economica e strategica.

La sintesi: Italia divisa, ma con un grande potenziale

«L’Italia è oggi un Paese a più velocità energetiche. Ma proprio questa distanza rappresenta la più grande opportunità: intervenire sul patrimonio esistente significa ridurre le emissioni e generare valore economico» conclude il CEO di ResolfinEnrico Scozzari.

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